
Fascino senza tempo, innovazione ingegneristica e un filo rosso di passione che attraversa oltre un secolo di storia italiana. Ha riscosso unanime successo a Varese la giornata celebrativa per i 120 anni del marchio Lancia, fondato a Torino nel 1906 da Vincenzo Lancia. L’evento, promosso dal club Varese Auto Moto Storiche (VAMS), federato ASI, ha trasformato il cuore della Città Giardino in un autentico museo a cielo aperto, richiamando centinaia di collezionisti, curiosi e appassionati.
Ad aprire formalmente le celebrazioni è stato il presidente del club VAMS, Angelo De Giorgi: “Come club Vams ci sembrava doveroso rendere merito ai 120 anni di un marchio che ha lasciato profondi solchi nella storia della mobilità per eleganza, stile e solidità delle scelte meccaniche“.
Un legame profondo, quello tra la casa automobilistica e le massime cariche dello Stato, che affonda le radici nel passato e unisce proprio Varese alla storia d’Italia. Fu a bordo di una Lancia Trikappa che il Re Vittorio Emanuele III inaugurò a Lainate, domenica 22 settembre 1924, la Milano-Varese, la prima autostrada d’Europa; ed è ancora una Lancia, la celebre Flaminia spider Pininfarina certificata targa oro ASI, la vettura presidenziale scelta da Sergio Mattarella per le parate istituzionali del 2 Giugno.
Il momento di approfondimento culturale e tecnico è andato in scena al Multisala Impero Varese (MIV), grazie all’iniziativa a ingresso libero voluta da VAMS insieme a Fineco Bank Varese e al dealer Marelli & Pozzi. Sul palco, applauditissimo relatore, è salito l’ingegnere torinese Lorenzo Morello, figura di primo piano della progettazione Lancia. Con documenti d’archivio, dettagliati disegni costruttivi e retroscena inediti, l’ingegner Morello ha incantato la platea ripercorrendo la genesi di autentici capolavori meccanici capaci di dominare su strada e nello sport, dalla Mille Miglia alle sfide endurance fino alle massime competizioni rallystiche.
All’esterno, il salotto di Corso Matteotti ha fatto da cornice a una passerella esclusiva composta da una trentina di modelli perfettamente conservati. Gli sguardi del pubblico hanno spaziato dalle glorie d’anteguerra degli anni Venti e Trenta (come Artena e Augusta) ai modelli simbolo della rinascita (Aprilia e Ardea), fino ai capolavori del boom economico: la capostipite Aurelia B10, le iconiche gran turismo B20 e B24 e le sontuose Flaminia nelle declinazioni berlina, spider e coupé, impreziosite dalla carrozzeria Touring Superleggera.
Presa d’assalto dagli obiettivi degli smartphone, soprattutto tra i giovani, l’ala dedicata al motorsport e alle regine dei rally. A catalizzare l’attenzione in Piazza del Podestà le tre generazioni della Delta Integrale (16v, Evo1 ed Evo2) accanto a un autentico monumento della disciplina: l’esemplare unico della Fulvia Coupé HF 1.4 Proto, ritrovata e restaurata da Alberto Bergamaschi. Si tratta della storica vettura con cui il “Drago” Sandro Munari conquistò nel 1967 il suo primo rally mondiale al Tour de Corse, inaugurando sotto la guida sportiva di Cesare Fiorio l’epopea dorata che rende ancora oggi Lancia la casa costruttrice più titolata e vincente di tutti i tempi nel Campionato del Mondo Rally (WRC).
Redazione













































